Molte cose

Ci siamo detti molte cose, tu ed io, semplicemente guardandoci.
Tu con i tuoi abiti perfetti, i tuoi capelli come un prato inglese ed i tuoi modi che ora risuonano insignificanti e finti. Io con i miei spigoli, i miei vestiti cuciti addosso e le mie debolezze. Tu, i miei segni sulla pelle e nell’anima, le mie notti bianche.

Ci siamo dette molte cose, mentre tristemente ti osservavo mentire e fingevo di non accorgermene. Mentre tentavi di scalare una parete insaponata. Mentre credevo che i miei luoghi potessero appartenere anche a te.
Mentre incontravi i miei princìpi e mentre credevo che ne avessi anche tu. Per poi invece capire che non sai nemmeno cosa siano.
Mentre cercavo di fare miei i visi che abitano la tua vita.

Ci siamo dette molte cose mentre sedevamo a tavola, mentre prendevamo gli stessi piatti, mentre guardavamo le vetrine, mentre prendevamo uno dei tanti caffè.

Mi hai detto molte cose di noi. Cose che a parole erano immense ed infinite. Cose che sono esistite solo nei sogni. Cose alle quali ho creduto con tutta me stessa.

Mi hai detto molte cose di me, pensando di sapere, interpretare ed intuire tutto. Ma non hai mai letto veramente ciò che ho dentro.

Mi hai detto molte cose di te. Solo poi ho capito che nessuna aveva un senso ed erano solo parole.

Ci siamo detti molte cose, tu ed io, in mezzo a tutti, senza parlarci, a volte senza nemmeno guardarci.

Avrei voluto dirti molte cose, nella notte, con il capo sul tuo petto o annodata a un tuo braccio, tu che mi accarezzi i capelli o che delinei un mio fianco con le dita. Avrei voluto discutere del presente, del futuro, delle persone, dei luoghi, degli attimi e dei progetti.
Non sono la fatica o il dolore fisico a prostrare davvero, quanto più il rischio di non ritrovarsi più, di perdere ognuno la propria immagine riflessa, la sensazione tremenda ed insopportabile di non essere più vivi.

Ci siamo detti molte cose, con le mani a trattenere i visi o sopra i vestiti a cercare la pelle che non c’era.

Avrei voluto dirti molte cose, con la semplice presenza reciproca in certi attimi fondamentali di una vita.

Ci siamo detti molte cose, occhi negli occhi.

Ci siamo detti molte cose, ognuno al proprio posto, ognuno con i pezzi del proprio puzzle disposti nella giusta combinazione.

Ci siamo detti molte cose, noi due, seduti in quel bar del sabato mattina.

Ci siamo detti molte cose incomunicabili, riguardo certi dolori invincibili e certi lividi indelebili, che se ne stanno sopiti finché non li sfiori e allora il loro dolore ti esplode in testa, ti affonda gli artigli nel petto e non ti lascia respirare.

Ci siamo detti molte cose, come due specchi l’uno di fronte e all’altro ché, a volte, servono per ricordarsi il proprio percorso, ciò che è stato fatto e ciò che della vita si è imparato, tutta la legna alla quale abbiamo dato fuoco, tutti i maremoti che non ci hanno annegati e tutte le disgrazie che non ci hanno piegati.

Ci siamo detti molte cose, mentre eravamo seduti a tavolino con i nostri fantasmi, quelli che non ci lasciano mai, quelli che nei momenti più luminosi sono soltanto nascosti dietro l’angolo ad aspettarci, quelli con i quali dobbiamo imparare a convivere, quelli che a volte si inalberano, urlano e reclamano attenzioni ed opporsi non serve a nulla.

Mi hai detto molte cose quando ho cercato di farti capire che la vita è una ed è breve, terribilmente breve, e che si è più liberi quando non si combatte forsennatamente.

Ci siamo detti molte cose, noi due, con la presunta sincerità di un legame che non si può spiegare, nutrito dalla più umana comprensione e dall’empatia più cristallina.

Mi hai detto molte cose che resteranno incise nel mio cervello e sulla mia pelle.

Ci siamo dette molte cose, me stessa ed io, mentre correvo nel buio di una notte che dura da più di tre anni.

Ci siamo detti molte cose, con le mani, in quello stadio. Mentre il mio corpo, il mio cuore ed il mio cervello avevano un disperato bisogno di rimanere lì, su quel sedile, per sempre. Invece, su quel sedile, ci sono rimasti solo tutti i miei sentimenti e le mie emozioni.

Ci siamo dette molte cose, mentre osservavo il mio riflesso nelle vetrine dei negozi, mentre cercavo il tuo braccio e la tua mano, mentre mi interrogavo sulla fatica che stavo facendo, se fosse sufficiente, se avessi potuto fare di più, se mai avrei dovuto soffrire ancora e per quanto.

Mi sono detta molte cose, quando ogni mattina alzandomi dal letto, ho sperato per anni che quello fosse il giorno giusto.

Ci siamo dette molte cose, me stessa ed io, una volta a casa, davanti allo specchio. Tanto da non distinguere chi ero e chi sono ora.

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